Resilienza

Un televisore che ascolta la stanza a schermo spento: perché i nostri muri video non sono in rete

Retro di un televisore connesso: flussi di dati luminosi escono dalla porta di rete, accanto agli ingressi HDMI

Questa settimana alcuni ricercatori hanno mostrato che televisori connessi LG registravano l’audio ambientale anche in standby, scansionavano in continuo tutta la rete locale (telefoni, stampanti, orologi, climatizzazione) e inviavano tutto questo una volta tornata la connessione. Uno schermo venduto a 500 € che si trasforma in un cavallo di Troia a casa vostra.

Ecco dove porta il tutto-IP.

La domanda da porsi in sala di comando

In un COD (centro operativo dipartimentale della prefettura), in una prefettura, in un SDIS (servizio dipartimentale antincendio e di soccorso), poniamo la domanda in un altro modo: volete davvero che i vostri muri di schermi siano in rete?

Da Easy Multi Display abbiamo fatto la scelta opposta fin dall’inizio. I nostri muri video non sono collegati alla rete. Le sorgenti arrivano in HDMI, catturate da hardware, non da una presa di rete. Nessun flusso che esce, nessun apparecchio che «chiama casa», nessuna superficie di attacco. Ciò che succede nella sala resta nella sala.

Il tutto-IP, lo conosciamo

È seducente sulla carta, ed è una voragine nella realtà. Costoso, pesante da installare, fragile il giorno in cui la rete cade, e soprattutto una porta d’ingresso in più. I nostri clienti hanno vite da gestire in sala di crisi, non un parco di spie da sorvegliare.

Un televisore consumer può benissimo servire da pannello in un muro video: è proprio questo che rende i nostri muri così accessibili. Ma non lo colleghiamo mai alla rete. Riceve un’immagine da un cavo, e nient’altro.

Sovrano. Locale. Niente cloud. Niente abbonamento. Fabbricato in Francia.

Uno schermo serve a mostrare. Non ad ascoltare.

Il nostro approccio offline · La nostra scheda di cattura a 4 ingressi HDMI

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